deutsch polski

 

20 miglia a piedi all'occasione di 2 mila anni di Lubiana romana

Italia e Slovenia, 18 – 22.08.2014

 

Una spedizione all’occasione del giubileo della città di Emona, che nel primo secolo crebbe sulla Via dell’Ambra, che portava da Aquileia Romana sull’Adriatico a Carnuntum, Brigetio e Vindobona sul Danubio da dove sulla Via dell’Ambra conduceva i mercanti sulla costa meridionale del Mare Baltico.

 

Durante il Sesto Foro delle Città della Via dell’Ambra a Gdańsk, ho ricevuto un invito dalla signora Bogumiła Płachtej Pavlin presso l’Ambasciata della Repubblica di Polonia a Lubiana per le celebrazioni cerimoniali del 2000° annoversario della città di Emona.
La sfida nuova, e coma al solito, il protagonista del progetto è la Via dell’Ambra, e la base dell’intero viaggio: segnare il percorso da Aquileia a Lubiana, coerente con il corso della rotta commerciale dove viaggiava l’ambra nell’epoca romana.
Dopo molti tentativi, correzioni i indagini ho tracciato i sentieri della rotta italo-slovena in modo da costruire insieme 20 miglia inglesi e arrivare a Lubiana il giorno dell’inaugurazione del giubileo.

 


Pokaż 20 mil pieszo na 2000 lat rzymskiej Ljubljany na większej mapie

"Mostra sulla mappa più grande 20 miglia a piedi all'occasione di 2 mila anni di Lubiana romana" (in polacco)

 

Nel territorio fra la costa settentrionale del Mar Adriatico, il bacino superiore di Sava si trovano tre regioni geografiche: la parte orientale della pianura padana, catena di Alpi Giulie e la vallata di Sava superiore. Nel periodo preromano questo lembo di terra era attraversato attorno nella parte la più bassa delle Alpi- le montagne Ocra (i passaggi delle Alpi usato tutto l'anno). I romani invece hanno costruito una strada più corta ma più ripida nella sua parte orientale conducendo per il Passo Piro (senza la neve da aprile fino a novembre). Invece tra Nauportus e Emona si trovano delle paludi vaste ed ecco il perchè a Nauportus si caricava le merci nelle barche e la trasportava a Emona per vie d'acqua via fiume Ljubljanica. Per passare le paludi fra le città a Nord hanno costruito una strada lastricata (per Brezovica odierna).

Il collegamento di trasporto da Aquileia Romana verso Iulia Emona, dal punto di vista economico e militare, era uno dei collegamenti più importanti tra l’Italia e i terreni del Danubio. Il corso della Via dell’Ambra è seguente: da Aquileia la strada conduceva attraverso Monastero a Villa Vicentina, Ruda, Villesse. Rimanendo sul lato destro, il fiume raggiungeva il regione di Gradisca d’Isonzo e in seguente la strada commerciale correva come l’autostrada Villesse-Gorizia attuale. Tuttavia, per non seguire le strade veloci, ho fatto un percorso lungo la sponda opposta dell’Isonzo. Quindi appena uscito da Gradisca d’Isonzo ho attraversato il fiume, pochi chilometri prima della traversata a Mainizza.

 

 

 

 

 I colori della bandiera polacca

 sull’initerario nella località italiana

 Poggio Terzarmata.

 Mi sorrido facendo questa foto

 perchè ancora una volta da 2006,

 presento la mia patria

 e promuovo l’ambra polacca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La strada locale è calma. Tuttavia non la consiglio per le passeggiate perchè quasi fino alla cittadina di Savogna d’Isonzo non c’è nessun ciglio comodo, e ci sono delle barriere stradali dal lato del fiume. In questo percorso, è meglio ammirare dalla macchina.

 

In primo piano Isonzo (in sloveno: reka Soča), Farra d’Isonzo in fondo.

 

Arrivo a Savogna d’Isonzo dove sul sentiero di campagna, vicino all’autostrada, si può arrivare alla sponda del fiume, dove al lato opposto c’è Mainizza. Al ponte che collegava le due sponde, c’era una stazione stradale con un ufficio postale: mansio Ponte Sonti.
Durante i lavori sulla costruzione dell’autostrada Villesse-Gorizia, sulla tappa da Savogna a d’Isonzo, presso il luogo dove c’era un ponte romano, hanno scoperto un frammento stradale Aquleia-Emona.
La prima tappa attraversata, chiedo ad una persona incontrata sulla strada la fermata dell’autobus. Lei invece chiede ad un’altra italiana (che come risulta va a Gorizia). Attraversando Gorizia sulle vecchie vie racconta della città e del castello e mostra come andarci.

 

La strada al castello di Gorizia conduce attraverso la Porta Leopoldina, costruita all’occasione della visita dell’imperatore Leopoldo I d'Asburgo.

 

Il castello di Gorizia è situato su una collina, presso il confine con la Slovenia. La vista dalle mura del castello verso Nova Gorica e la torre di osservazione, nel parco botanico di Pristava.

 

Un altro punto sulla Via dell’Ambra italo-slovena è Ajdovščina, la città il nome della quale comprende une legenda. Secondo lei, i slavi visto le potenti mura delle fortificazioni, hanno attrubuito la costruzione della fortezza di Castra ai giganti con un volto umano "Ajdom".

Da guida faceva ci abitando una polacca, signora Kazimiera. All’inizio ho ricevuto una breve lezione della lingua slovena quando lei ha corretto gli errori nel nome della spedzione. Sig. Kazimiera ha proposto une passeggiata verso il sorgente del fiume Hubelj, sulle strade del quale si trova un Punto Informativo Turistico con un ostello della gioventù nello stesso edificio, molto comodo dal punto di vista dei turisti.

 

Il fiume di Hubelj (affluente destro di Vipava) nella città attuale d’Ajdovščina.

 

 È ovvio che i romani erano maestri nella costruzione e manutenzione di strade, strutture difensive. Nel terzo secolo, accanto alla stazione stradale mansio ad Fluvium Frigidum, costruirono un campo militare fortificato di Castra che fu incluso nel sistema di difesa romana di Italia-Claustra Alpium Iuliarum*. Il fiume che stava servendo come un fossato naturale, proteggeva dagli invasori.

 

A Ajdovščina, le mura delle fortificazioni con le torre sono state preservate in larga misura.

 

La potenza delle informazioni e esperienze turistiche, di più sig. Kazimiera si è occupata dell’arrivo da Ajdovščina, attraverso Col alla tappa successiva cioè il Passo del Piro ad odierna Hrušica (l’autobus corre una volta al giorno e solo nel pomeriggio). Sulla strada c’è una fermata ed ecco una vista sulla valle del fiume di Vipava che per migliaia di anni costituiva una via di communicazione comoda. Ci correva la strada da Aquileia a Pannonia che era un passaggio il più comodo della Penisola Appennica con gli altri regioni del Danubio superiore e medio.

 

Aquileia in fondo, quando fa bel tempo si vede le luci sul mare. La forma longitudinale della valle dà il sole, più che altrove in tutta Slovenia- racconta sig. Kazimiera.

 

Alla fine del terzo secolo, sul passo do montagna più alto tra Aquileia ed Emona, i romani costrirono una fortezza militare che chiuse il passaggio libero perchè tutto il movimento avveniva attraverso la fortezza. Allora, il collegamento commerciale di natura economica che indicava la direzione dell’antica Via dell’Ambra ha assunto un significato amministrativo- militare. La fortificazione era una di tre fortificazioni più importanti della terza linea difensiva Claustra Alpium Iuliarum.

 

 

 

 

 La forma della fortezza Ad Pirum

 irregolare, ovale

 è stata adattata alle condizioni del terreno.

 La strada da Aquileia a Emona,

 conduceva attraverso la parte inferiore della fortezza.

 Le caserme potevano ospitare

 una guarnigione di 500 soldati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La caserma era composta dagli edifici di legno e di mattoni. Tra questi uno risalta particolare perchè aveva una stufa. L'aria calda circolava nell'edificio dentro dei tubi di ceramica nelle pareti.

 

Questo sistema di riscaldamento dell'antica Roma viene chiamato ipocausto.

 

Con la costruzione di nuova strada attraverso il passo di Piro nel primo secolo i romani costruirono una stazione postale. Le stazioni postali dell'antica Roma difficilmente possono essere confrontate con quelle moderne in quanto erano una specie di aree di sosta lungo la strada come oggi i motel. Qui i viaggiatori potevano pernottare, rifocillarsi o cambiare gli animali per proseguite il percorso. Di solito si trovavano a una distanza che poteva essere raggiunte in un giorno.

 

Si potevano fermare 'l cavaliere, 'l carro postale, animali da soma, l'attacco di buoi ecc.

 

Nella prima metá del 15° secolo era stata costruita nella fortezza ormai abbandonata una chiesa gotica nello stesso punto dove prima vi era una chiesa più antica risalente al 12° secolo. La chiesa gotica era stata dedicata a Santa Gertrude, patrona dei viaggiatori.

 

Nelle foto si vede il contorno delle fondazioni a forma semicircolare (l’abside). Qui c’era una delle torri di guardia della fortificazione d’Ad Pirum.
 

Su emtrambi i lati della fortificazione, le porte erano dotate di doppie porte massicce, protette da torri probabilmente di 10 metri d’altezza.

 

Visualizzazione: la porta d'ingresso con le torri

 

La strada romana attraverso Hrušica (Ad Pirum) coperta da una via moderna dove si trovava un passaggio rigorosamente controllato sul collegamento di comunicazione fra Aquileia ed Emona.

 

Nel parco archeologico Ad Pirum, nell’edificio della locanda di Gostilna "Stara Pošta" si trova anche un museo. In un certo senso questo luogo non è cambiato dall’epoca romana, perchè si può pernottare, consumare un pasto prima di continuare un viaggio che non mancherò di fare. Dopo un pasto in buona compagnia, continuo il viaggio sulla strada costruita dai romani, cammino attraverso Podkraj e Kalce verso Logatec rinfrescando di volta in volta le scarpe nei corsi d’acqua piovana.

 

Tutti, i mercanti d’ambra compresi, che andavano da Aquileia, attraverso Hrušica ad Emona dovevano superare le tre zone difensive di Claustra Alpium Iuliarum. Il traffico su una delle strade dell’Impero era osservato dagli equipaggi militari stando nelle fortificazioni dentro le torre di guardia. Loro erano una barriera per proteggere l’Italia del nord-est dalle invasioni dalle parti orientali e nord-orientalidell’Impero ma non dai confini interni come per esempio il limes danubiano.

 

Una di queste fortificazioni era una fortezza tardo romana a Lanišče. Il forte doveva garantire sicurezza sulle strade e nelle sue vicinanze oppure controllare tutti i viaggiatori.

 

La sera lavoro al computer, inserisco le foto sul blog e completo gli appunti. La mattina successiva, prima della tappa di Vrhnika - Log pri Brezovici, ho un incontro con sig. Bogumiła chi guida tutta l’impresa. Ascolto i suggerimenti per quanto riguarda le strade e i sentieri naturali nel territorio. A un Punto di Informazione Turistica (Tic Vrhnika) metto le cartelle e le carte nel mio zaino. Essi mi servono a descrivere le foto.

 

Le piccole case slovene dipinte per le api.

 

Nel regione della città odierna di Vrhnika funzionava uno dei centri commerciali: Nauportus (lat. Porto fluviale per i navi mercantili). Come Aquileia ed Emona, Poetovio, Savaria, Scarbantia e Carnuntum era un centro importante di commercio ed un luogo di sosta per i mercanti sulla principale via di comunicazione dove era trasportata anche l’ambra. Dopo la costruzione delle fortificazioni Claustra Alpium Iuliarum e la creazione di zone difensive, Nauportus divenne un porto militare-civile. Con i magazzini e tutte le infrastrutture necessarie era ancora una stazione sul percorso del commerciante. Una sola differenza consisteva nel fatto che la spedizione e il trasporto di merci e in particolare il porto stesso erano controllati dall’esercito romano.

 

Fra Nauportus ed Emona c’erano delle vaste paludi. Si caricava la merce sulle barche e si trasportava per via navigabile sul fiume Ljubljanica.

 

Nel territorio delle paludi rimase una piccola riserva naturale ad una località di Bevke. La tappa successiva del percorso va attraverso Krajinski park Ljubljansko barje. È risultato che il villaggio di Bevke è anche una cittadina simultaneamente. Lo zaino pesa ma si cammina con piacere perch’è lontano dai rumori della città. Anche se la maggior parte del terreno è agricolo, ci si trova un caffè.
 

Krajinski park Ljubljansko barje con un mosaico dei terreni agricoli e i prati.

 

Fa bel tempo ed io arrivo all’inaugurazione della celebrazione del 2000º anniversario della fondazioe della città di Emona. Ecco la città dove il commercio si sviluppava nella piazza centrale e nelle arcate centrali dell’edificio del foro. Fra le merci offerte dai mercanti c’erano i prodotti fatti dall’oro del nord. Adesso, come ai tempi dello splendore di Emona, durante il giubileo, sulle bancarelle si multiplicano i beni diversi come i prodotti alimentari locali e artigianali. Una delle tante attrazioni per i bambini è giocare un ruolo del legionario. I bambini sono accompagnati dai numerosi gruppi di ricostruzione specialmente arrivati. Presentano fra l’altro come fare lo scudo. E tutto questo per la gioia degli abitanti e degli ospiti.

 

Emona, una città sulla Via dell’Ambra aveva quattro porte principali alle quali conducevano le strade ben mantenute. Nella foto c’è la visualizzazione della porta del nord, da dove è uscito il collegamento a Celeia (Celje) ed a Poetovio (Ptuj).


Dopo avere alloggiato in una casa dell’albergo, continuo la passeggiata nella città. Mi piace di più visitare senza lo zaino pesante. Lubiana- città con un drago nello stemma allora vado al Ponte dei Draghi poi alla passeggiata lungo il fiume Ljubljanica, dove lo scenario è abbellito dalla marcia dei legionari romani.

 

Uno dei quattro draghi a guardia del ponte sul fiume Ljubljanica, la strada principale di trasporto nell’epoca romana. Il fiume era carico di pietre, usato per la costruzione di Emona e poi fra l’altro di varie merci importate.

 

Successivamente, seguo le tracce della città antica attraverso gli edifici antichi. È facile trovarli perchè sono ben marcati e descritti.

Il parco archeologico Emonska hiša è una parte conservata di una casa plurifamiliare romana, composta da diversi appartamenti separati con un ampio cortile comune.

 

La casa possedeva il riscaldamento (nella foto) e la fognatura. Le pareti delle camere erano abbellite dei dipinti e i pavimenti fatti dai materiali diversi e in varie tecniche, un lussuoso mosaico compreso.

 

Il monumente probabilmente il più famoso a Lubiana è il muro in via Mirje. È uno delle mura le più antiche delle città quasi completamente conservato al nord della Penisola Appenninica. Nella storia della città è stato rinnovato qualche volta, la maggior parte durante la tarda antichità per rafforzare contro le invasioni delle tribù barbare. Allora, gli abitanti hanno murato qualche porta laterale della città.

 

L’ingresso principale della città, nella parte meridionale del muro della città.

 

Una combinazione pittoresca della città romana di Emona con la città slovena di Lubiana.

 

Per dessert, mi servo visitare la mostra Emona: mesto v imperiju, che è stata preparata dal Museo Civico di Lubiana all’occasione delle celebrazioni dell’anniversario. Raccona della città che è stata creata due mila anni fa e del suo ruolo nell’Imperio. Fra l’Adriatico settentrionale e il Danubio dove c’era un’antica rotta commerciale, gli archeologi hanno scoperto delle tracce del campo militare di legno dei romani. È possibile che uno dei compiti degli soldati ospiti era la costruzione di una colonia di Emona (in latino: Colonia Iulia Aemona).

 

Come si costruiva la città.


La città romana di Emona è stata costruita su un tipico piano rettangolare con il foro, rete stradale e sistema di fognatura coperta sotto il marciapiede. È stata circondata dalle mura e con un fossato doppio da tre lati. Miasto działało zgodnie z rzymskim systemem politycznym i pełniło funkcję administracyjną, co czyniło je ośrodkiem dla rzemiosła, handlu i kultury.

 

*Claustra Alpium Iuliarum- il sistema tardo romano delle fortificazioni, composto da 3 linee di mura, torri e fortezze. È stato creato all’interno dei confini dello stato romano per proteggere l’Italia nord-orientale dalle invasioni delle parte orientali e nord-orientali dell’Impero. La struttura difensiva e l’ampia zona militare- amministrativa stabilita dai romani dovevano prevenire dalle invasioni incontrollate sulla rete principale comunicativa includendo la strada pubblica Aquileia-Emona.

 

Le foto presentano l’immagine odierna della Via dell’Ambra- la descrizione in polacco.

 

Link alle foto: Emona - mesto na jantarni cesti

                       

Emona- una città sulla Via dell’Ambra

L’album (in polacco) è effetto della realizzazione del progetto „20 miglia a piedi all'occasione di 2 mila anni di Lubiana romana” all’occasione dell’anniversario della creazione della città di Emona. Le foto presentano i luoghi sulla Via dell’Ambra, che nell’epoca romana andava da Aquileia Romana a Emona. Le città contemporanee: Gradisca d'Isonzo - Savogna d'Isonzo, Gorizia, Ajdovščina, Col - Kalce, Vrhnika - Log pri Brezovici, Brezovica pri Ljubljani - Ljubljana.

 

Film:

La Valle del Vipacco, aperta sul bordo sud- occidentale, è fortemente influenzata dal Mare Mediterraneo.

 

L’atmosfera dell’epoca romana nella capitale slovena.

 

Il blog in sloveno e inglese, gestito durante la spedizione: 2000 years of city Ljubljana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.bursztynowyszlak.com